Escursioni e dintorni

 

La provincia di Fermo, affacciata sul Mare Adriatico, fu istituita nel 2004 e si estende su una superficie inferiore a 900kmq, per un totale di 40 comuni. Il paesaggio tipico è quello collinare, racchiuso tra un litorale lineare e in gran parte sabbioso, ed un’area montana, compresa all’interno dei Monti Sibillini. Una grande eccellenza del fermano è la produzione agricola: la frutta, il vino e i tartufi sono le eccellenze largamente apprezzate anche dai turisti italiani e stranieri.

 

FERMO

(a 9km da Villa Montanari Rosati)

Le sue origini remote risalgono all’epoca dei Piceni, un popolo italico stanziato nel I millennio a.C. sul territorio delle odierne Marche e dell’attuale Abruzzo settentrionale; fu poi colonia romana istituita per il controllo di Ascoli e delle popolazioni locali. 

Fermo fu potentissima nel Medioevo, quando i Longobardi la posero a capo di un ducato, in seguito trasformato dai Franchi nella vasta Marca Fermana.

Si costituì in Libero Comune nel 1199, raggiungendo la massima espansione nel 1589, quando con papa Sisto V (marchigiano, già vescovo di Fermo) divenne Sede Arcivescovile Metropolitana. Tra Settecento e Ottocento subì divisioni e unificazioni, finché con l’Unità d’Italia fu fusa con Ascoli Piceno. L’attuale provincia, ricostituita nel 2004, ha confini diversi da quella del 1860. Grazie alla sua storia ricca di eventi e prestigio, Fermo presenta interessanti monumenti e architetture. 

Da non perdere una passeggiata lungo gli affascinanti vicoli del centro storico fino alla piazza principale, con bei negozi sotto i porticati, tavolini all’aperto e l’affascinante Palazzo dei Priori, che merita senz’altro una visita.

Palazzo dei Priori: la sua struttura è il risultato ottenuto dall’unione di due edifici: un palazzo nobiliare del XIII sec. e la Chiesa di San Martino che dava il nome alla piazza già dal 500-700 d.C. L’aspetto attuale del palazzo con apertura a ventaglio è del XVII sec. 

Ospita la Pinacoteca Comunale; il Museo Archeologico con la collezione permanente “Dai Villanoviani ai Piceni”; la sala del Mappamondo, così chiamata per il grande mappamondo ivi collocato nel 1713, e le sale di rappresentanza: il Gabinetto del Sindaco, la Sala rossa, la Sala degli stemmi, la Sala dei costumi, la Sala del consiglio e la Sala dei ritratti. Al piano terra si trovano alcuni uffici operativi: Polizia Municipale, Ufficio Turistico e Biglietteria dei Musei Civici.

Cattedrale di Santa Maria Assunta in Cielo: è la chiesa madre dell’arcidiocesi metropolitana. Svetta nel punto più alto della città, a 300m dalla piazza principale.

Si erge su un’altura con un bellissimo panorama, su un’area che presenta un’interessante stratificazione di resti architettonici di epoca romana imperiale e dell’Alto Medioevo. La basilica originaria del VI secolo fu distrutta nel 1176 per ordine del Barbarossa e poi ricostruita nel 1227 da Giorgio da Como. Della sua elegante struttura gotica rimangono solo il prospetto e la torre campanaria. Nel 1871 infatti l’arcivescovo Minucci fece demolire infatti il resto della chiesa e la fece ricostruire in stile neoclassico, su progetto di Cosimo Morelli. 

La cattedrale si presenta oggi con una facciata asimmetrica costruita in pietra d’Istria, scandita da sottili lesene ed al centro un importante portale con fasci di colonne scolpite, sormontato da un’ampia cuspide con la statua della Vergine Maria e un grande rosone. La torre campanaria rimane invece a sinistra,

L’interno è a tre navate in stile neoclassico.

Cisterne Romane

Costruite attorno al 40 d.C., sono una struttura sotterranea di circa 2200mq, sulla cui superficie sorgeva probabilmente il foro.

Sono tuttora composte da 30 camere in cui in epoca romana si raccoglieva l’acqua piovana per la distribuzione alla città. 

Di fatto fino al 1980 sei sale vennero utilizzate a questo scopo, con approvvigionamento di acque provenienti dai monti Sibillini. 

Le Cisterne Romane sono una delle migliori tracce della presenza romana a Fermo: del sito colpiscono le dimensioni e l’ottimo stato di conservazione, il cui recupero completo è avvenuto a partire dagli anni ’50 e ’60, con la pulizia dai detriti accumulatisi in 2.000 anni di storia. 

Sono ancora visibili non solo i mattoni e l’intonaco impermeabile detto opus signum, ma anche pozzetti di aerazione e ispezione, canali di scolo e tubature in piombo di diversa dimensione, che permettevano la distribuzione del’acqua attraverso le fontane della città. Tutte le camere sotterranee sono accessibili e ben praticabili.

Eventi storici: La Cavalcata dell’Assunta, una corsa al galoppo tra le dieci contrade di Fermo risalente al 1182, per aggiudicarsi il Palio. Di solito si svolge il 15 agosto, festa di Maria Assunta (patrona della città) con un affascinante corteo in costumi sforzeschi, spettacolo di sbandieratori ed infine la “cavalcata”.

 

TORRE DI PALME

(a 8km da Villa Montanari Rosati)

Piccola frazione del comune di Fermo, con una origine antichissima: la sua fondazione risale infatti al VI a.C.

Ricadde poi nell’orbita romana con la conquista della regione nel 268 a.C. e fu di grande importanza strategica marittima. 

Si tratta di un piccolo borgo medioevale che conserva interamente l’antico incasato, con vicoli e stradine estremamente suggestivi.

Sorge a 104m di altitudine, a picco sul mare, con vedute panoramiche e scorci bellissimi sul mare Adriatico.

Nella Chiesa di Sant’agostino sono conservati un polittico di Vittore Crivelli e una tavola di Vincenzo Pagani.

 

ASCOLI PICENO

(a 60km da Villa Montanari Rosati)

Le origini della città sono incerte, ma è abbastanza sicuro che vi fosse presenza umana già nell’Età della pietra.

Con Roma divenne un’importante città, grazie alla sua posizione sulla via Salaria, che collegava le saline sulla foce del Tevere a quelle della costa adriatica.

Città prediletta da André Gide, Ascoli ha un centro storico tutto da scoprire, a cominciare dalla Piazza del Popolo, che dà l’impressione di un salotto circondato da porticati e begli edifici, come il Palazzo dei Capitani del Popolo e la Chiesa di San Francesco. 

Da non perdere una degustazione di Anisetta, il tipico liquore di anice, allo storico Caffè Meletti, collocato sulla medesima piazza. 

Altro fulcro cittadino è Piazza Arringo, la piazza più antica di Ascoli, dove sorge il medioevale Battistero di San Giovanni, la Cattedrale di Sant’Emidio con la cripta del santo patrono, il Palazzo Vescovile e il Palazzo dell’Arengo, che racchiude la pinacoteca civica.

Non solo i palazzi, ma anche le strade e i vicoli di impronta schiettamente medioevale, affascinano i visitatori in una camminata per il centro storico.

Altri monumenti degni di nota sono il Ponte Romano di Solestà, uno dei pochi in Italia visitabili anche al suo interno; le rovine del Teatro Romano; le Grotte dell’Annunziata, ciclopica costruzione di epoca romana; il Forte Malatesta e il Palazzetto Longobardo con la Torre degli Ercolani, una delle torri superstiti tra le circa duecento che vi erano nel Medioevo, per le quali Ascoli fu chiamata “Città delle cento torri”.

Nelle vicinanze della città merita una visita anche il Castel Trosino, antichissimo insediamento longobardo a strapiombo sul torrente Castellano.

 

 

MACERATA

(a 42km da Villa Montanari Rosati)

Sorge su di un colle a 313m di altitudine ed ha origini antiche: tra il III e il II sec. a.C. la zona fu colonizzata dai Romani, che la chiamarono Helvia Recina. La prima notizia certa risale al I secolo d.C. da parte di Plinio il Vecchio, che colloca Ricina lungo la Via Salaria Gallica.

I resti del Teatro Romano del II secolo d.C., che poteva ospitare circa 2000 spettatori, lasciano intendere che la città avesse medie proporzioni. Il teatro presenta tre ordini di gradinate e probabilmente era ricoperto di marmi riutilizzati nel Medioevo; ben riconoscibili restano l’orchestra, la cavea e il fronte scena in laterizio. Sempre di epoca romana: un’antica strada lastricata, il ponte romano sul fiume Potenza e i resti delle ville decorate con mosaici pavimentali.

Nel V e VI sec. le invasioni dei Goti costrinsero gli abitanti a spostarsi sulle colline: nacque così il centro medioevale di Macerata, che divenne libero comune nel 1138.

Il Cinquecento fu senz’altro il secolo d’oro di Macerata, che ebbe una fiorente vita sia a livello politico-burocratico, sia a livello economico. Fu ristrutturata la piazza centrale, che divenne trapezoidale, si abbatterono alcune case e chiese e furono edificati il Palazzo Legatizio, il Palazzo dello Studio che fu sede universitaria (oggi sede del Comune) si costruì un nuovo Palazzo del Comune e si ampliò la città al di fuori delle mura. E’ un grande periodo sia per l’edilizia privata (vengono edificati Palazzo Floriani, Palazzo Ciccolini, Palazzo dei Diamanti, Palazzo Marchetti, Palazzo Mozzi) sia per quella religiosa (sorgono la chiesa e il convento di Santa Croce, Santa Maria delle Vergini, le chiese di San Liberato e San Rocco).

Tra gli edifici più recenti lo Sferisterio di Macerata, dove si svolge dal 1921 la stagione lirica estiva “Macerata Opera Festival”. La struttura teatrale è unica nel suo genere, apprezzata da molti direttori e cantanti per la sua acustica, progettata nel 1823 da Ireneo Aleandri, architetto tra l’altro del Teatro Nuovo di Spoleto. Lo sferisterio deve la sua pianta a segmento di cerchio alla originaria destinazione, come luogo del “pallone col bracciale”, un gioco italiano di squadra tra i più antichi. Attualmente ha una capienza di circa 2800 posti.

   

Riserva Naturale Abbadia di Fiastra – L’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra 

(a 42km da Villa Montanari Rosati)

La Riserva Naturale Abbadia di Fiastra nasce per proteggere le terre appartenute ai monaci cistercensi, la cui regola fondamentale era “Ora et labora” (lavora e prega). La natura di questi luoghi rispecchia un’armonia unica ed è espressione di un rapporto equilibrato tra uomo e natura.

 

L’Abbazia di Chiaravalle, inoltre, con la sua costruzione in mattoni priva di ornamenti superflui, il suo stile sobrio di transizione dal Romanico al Gotico e suoi ambienti pressoché intatti ed ancora abitati dai monaci, offre a tutti i visitatori la possibilità di immergersi in una suggestiva atmosfera di silenzio e spiritualità. 

E’ possibile prenotare anche visite guidate alla Riserva e all’Abbazia, al Museo della Civiltà Contadina, al Museo del Vino e al Museo Archeologico.

 

Chiesa di San Claudio al Chienti

(a 33km da Villa Montanari Rosati)

Si tratta di un edificio romanico nel comune di Corridonia (Macerata) in posizione isolata, nella valle del Chienti.

Documentata fin dal XI sec., si tratta di una delle più importanti ed antiche testimonianze dell’architettura romanica nelle Marche, ancora integra nella sua conformazione originaria ed inserita in un paesaggio ancora intatto. Ha una pianta a croce greca e si presenta su due piani, cin una chiesa inferiore ed una superiore. La facciata è affiancata da due torri cilindriche, di influenza palesemente ravennate, come la sua struttura a pianta centrale, riferibile ad una influenza bizantina.

San Claudio è ritenuta il capostipite di un piccolo gruppo di chiese marchigiane, tra cui San Vittore alle Chiuse e Santa Maria delle Moje.

 

Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi e Abbazia di San Vittore alle Chiuse 

(a circa 1 ora di auto da Villa Montanari Rosati)

Con l’auto: A14 verso Nord: prendere l’uscita Ancona Nord, e continuare sulla SS76 in direzione Roma. Uscire a Genga.

E’ una delle aree protette più belle delle Marche, esteso per circa 9170ha sul versante appenninico della provincia di Ancona. Si tratta di un territorio ancora immerso in una natura integra e rigogliosa, tra cui spicca la Gola Rossa, il Bosco di Frasassi e le rinomatissime Grotte di Frasassi.

 

Le Grotte di Frasassi sono una delle attrazioni turistiche più importanti delle Marche e si trovano nel territorio del comune di Genga, in provincia di Ancona. 

Si tratta di un complesso di grotte carsiche sotterranee con stalattiti e stalagmiti, di cui la prima, chiamata ”Abisso Ancona” è un’enorme cavità che al suo interno potrebbe ospitare senza problemi il Duomo di Milano. Al momento il complesso delle grotte di Frasassi ha una lunghezza di oltre 40km, non tutti visitabili. 

Oltre all’ “Abisso Ancona” sono famose la “Sala delle C andeline”, con sottilissime stalagmiti cilindriche di piccole dimensioni circondate da un anello di roccia che ricordano delle candeline su un piattino; la “Sala 200”, corridoio lungo 200m; la “Sala Bianca” il cui colore è dovuto a numerosi strati di calcite pura; e la “Sala dell’Orsa” dove l’erosione dell’acqua ha plasmato un masso con una vaga forma dell’animale. 

La stalattite più grossa presente nel complesso, chiamata “Spada di Damocle”,  misura 7,40m di altezza e un diametro di 150cm.

All’interno delle grotte sono presenti anche dei laghetti in cui ristagna l’acqua e dei “pozzi” profondi fino a 25m che convogliano l’acqua verso piani carsici inferiori.

Durante tutto l’anno, la temperatura costante è di circa 14°, con un’umidità relativa pari al 100%. Vi consigliamo per questo motivo di indossare abiti pesanti.

 

L’Abbazia di San Vittore alle Chiuse è di un bellissimo edificio romanico situata a San Vittore Terme, nel comune di Genga, in posizione isolata nella gola di Frasassi.

Sorta come chiesa conventuale benedettina nel periodo 1060-1080, faceva parte di un complesso monastico documentato fin dal 1007.

Si tratta di una delle più importanti ed antiche testimonianze dell’architettura romanica delle Marche e nonostante i pesanti restauri novecenteschi, mostra ancora l’articolazione volumetrica originale.

E’ costruita in pietra calcarea e presenta una pianta centrale a croce greca, di probabile influenza bizantina, iscritta in un perimetro quasi quadrato. Quattro colonne dividono la chiesa in nove campate, coperte da volte a crociera, a parte quella centrale, sulla quale si trova una cupola con tiburio ottagonale. Sul perimetro sono presenti cinque absidi semicircolari, una su ciascun fianco e tre sul lato absidale a oriente. La facciata è caratterizzata da una bassa torre cilindrica e da un alto torrione quadrangolare che probabilmente ha sostituito l’altra torre cilindrica in epoca successiva. 

Le due torri e la compatta volumetria conferiscono alla chiesa un aspetto di fortezza.

 

Monte Conero

(50km da Villa Montanari Rosati)

Il Monte Conero è un monte dell’Appennino Umbro-Marchigiano alto 572m.s.l.m. situato sulla costa del Mar Adriatico, nei comuni di Ancona e Sirolo. 

Costituisce il più importante promontorio italiano dell’Adriatico, insieme a quello del Gargano, ed ha le rupi marittime più alte di tutta la costa orientale italiana, con un aspetto maestoso a strapiombo sul mare. 

Questa scogliera bianca verticale che si tuffa nelle acque turchesi, soprattutto vista dal mare, è di rara bellezza ed estremamente suggestiva: non perdetevi una gita in barca, con un bagno agli Scogli delle Due Sorelle, vero e proprio paradiso di flora e fauna marine.

Monte Conero fa parte del Parco Regionale del Conero, all’interno dei quali gli amanti della natura troveranno affascinanti paesaggi collinari ricoperti da macchia mediterranea e due laghi di notevole importanza ambientale: i due piccoli Laghi di Portonovo. Si tratta del Lago Profondo e del Lago Grande che, situati a pochissima distanza dal mare, contengono acqua salmastra, risultante dalla mescolanza di acqua di mare con acqua dolce. L’acqua marina entra nei laghi durante le mareggiate ed infiltrandosi al di sotto della spiaggia; l’acqua dolce proviene invece da sorgenti o da piccoli immissari temporanei. I due laghetti costituiscono un habitat di notevole interesse naturalistico: vi si trovano infatti esemplari di gallinella d’acqua, martin pescatore, germano reale e folaga. 

Di particolare bellezza anche la spiaggetta di Portonovo, insignita della Bandiera Blu da vari anni. E’ una piccola baia sinuosa che si affaccia sul mare con una spiaggia bianchissima con ciottoli calcarei: da non perdere verso sera un aperitivo in riva al mare, alla luce della sera.

 

Villa Montanari Rosati

Via Andrea Costa 15, 63822 Porto San Giorgio (FM) 

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